Salve a tutti, mi onoro di inaugurare questo blog dedicatoal W.U.I. sia come uno dei membri fondatori, ma
principalmente come appassionato di wushu, una passione che
si protrae ormai da oltre trent'anni, periodo durante il
quale il wushu (kung fu) da arte marziale quasi improvvisata
sul modello dei tanti film che da Hong Kong invadevano
l'occidente negli anni settanta è diventato una disciplina
marziale praticata con serietà da migliaia di persone.
Non si può dire che questo processo di crescita non sia
stato travagliato e tutt'ora nonostante i grossi sforzi di
molte persone come tecnici, atleti, maestri, dirigenti delle
associazioni e delle scuole e dei tanti appassionati, ancora
vediamo che il wushu è oggetto di guerre di potere e di
forti divisioni, con organizzazioni, gruppi e federazioni
che non riescono a trovare un punto d'incontro per avviare
un serio processo di unificazione.
Questa cosa purtroppo vanifica gli sforzi di chi col proprio
lavoro tenta di elevare il wushu al livello di dignità che
merita, al pari di altre discipline marziali e sportive. Non
solo, questa situazione non permette di valorizzare le
qualità tecniche dei molti atleti di livello e dei tecnici
e insegnanti che si prodigano per migliorare la propria
preparazione in una quasi totale assenza di mezzi e
strutture tecnico/organizzative e sostenendo costi anche
elevati.
Il W.U.I. cerca di far fronte a questa situazione,
diversamente da quello che si può credere non è
un'organizzazione, né una struttura alternativa alle
organizzazioni esistenti. Il W.U.I. vuole promuovere un
movimento di unione del wushu in Italia, che abbia a cuore
insieme alla specificità tecnica anche l'ambito culturale
dal quale il wushu nasce e che lo rendono unico nel suo
genere. E' sulla base di questi valori che il W.U.I. intende
operare.
Coerentemente con questa visione il W.U.I. nasce come
raggruppamento di associazioni, che si sono unite per
condividere e realizzare un progetto comune, quello di
mettere insieme esperienze e competenze tese ad organizzare,
valorizzare e rendere intelleggibile ed usufruibile per
tutti il vasto patrimonio del wushu e della cultura che lo
permea e di dargli la possibilità di esprimere tutta la
sua varietà con iniziative di vario genere.
Questo è un progetto al quale possono partecipare tutti
gli appassionati e tutti coloro che credono che al wushu si
debba dare, affiché cresca e proliferi in modo sano e
trasparente, coerentemente con i suoi principi di base.
Lontano da coloro che al wushu hanno solo preso, per
alimentare i propri interessi personali, talvolta
mistificando o alterando la sua vera natura, quella di una
disciplina con una storia millenaria che lavora per il bene
dell'essere umano.
Il mio invito non può essere che quello di sostenere
questo progetto, certi che ciò aiuterà il wushu a
crescere e soprattutto a diventare più unito!
Maurizio Tronconi
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RispondiEliminaCome praticante di wushu , auguro al nuovo movimento W.U.I. un proficuo 2010 nella promozione della pratica, della cultura e dello spirito marziale.
RispondiEliminaPer quanto non sia a conoscenza dei retroscena che coinvolgono tecnici, promotori o sostenitori della disciplina, a mio avviso trovo che Il Sig. "afettoxiulong" abbia atteggiamento piuttosto isolazionista e non... unificante! Non mi pare che il Sig.Tronconi abbbia parlato di Wushu sotto il profilo tecnico, per cui trovo pertinente la sua introduzione e i suoi buoni intenti.
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RispondiEliminaGuardi, le parlo chiaramente "afettoxiulong".
RispondiEliminaNon conosco lei nè il Sig. Tronconi ma parlare di "atteggiamento di presunzione" , ritenere non "credibili" le parole di un progetto comune e augurare per il 2010 "autocritica in più nel suo cervello" ad uno dei membri fondatori del WUI non mi sembra il modo giusto di coltivare i rapporti interpersonali e rispettare il lavoro degli altri.
Dopotutto è anche grazie al Sig. Tronconi che tutti noi "sostenitori" ,quindi anche lei, possiamo disporre di uno spazio blog su cui poter lasciare commenti costruttivi.
Evidentemente abbiamo due criteri di deduzione diversi se lei "evince" che il sig. Tronconi sia "depositario assieme agli amici della Wui di qualcosa di più che in altri contesti manca" ; molti miei amici della Wui non credo siano depositari di chissà quali conoscenze ma di sicuro sono molto esperti, accorti, rispettosi, dediti alla disciplina, sanno masticare amaro durante gli allenamenti ed alcuni un punto di riferimento anche nella mia vita.
Il mio augurio: mi faccia conoscere cosa vuol dire per lei Taijiquan e questo dibattito non potrà che migliorare.
A risentirci.
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RispondiEliminaParte 1.
RispondiEliminaSignor Zamblera, nel leggere le sue osservazioni e critiche rimango perplesso, vorrei capire se lei scrive solo per criticare le persone e attaccarle sul piano personale oppure per dare un apporto costruttivo ad una discussione. Certo che criticare le persone sul piano personale è ben facile, con l'unico risultato di innescare un meccanismo infinito nel quale a critica si risponde con critica, ma mi permetta io non farò così. Invece vorrei risponderle concretamente iniziando dall'argomento che lei ha chiamato “sponsorizzazioni 2008 – 2009”, però mi conceda bisogna dirla tutta e con completa chiarezza, anche perché io, anzi noi, intendendo per noi la Scuola del Fiume della quale sono presidente e l'Istituto di Wushu di Firenze, non abbiamo niente da nascondere in merito.
Quella sponsorizzazione che lei cortesemente ci ha fatto avere dalla ditta dove lavora era legata ad un progetto più ampio per sviluppare l'attività agonistica nelle due scuole; progetto consegnato sia a lei che alla ditta che ha erogato l'importo, della quale lei era il portavoce, anche se devo ammettere con un certo ritardo fra la data dell'erogazione e il momento in cui vi è stato inviato. Il progetto oltre che le finalità e le modalità, conteneva anche un resoconto economico di come, nel frattempo, erano stati utilizzati quei fondi. La scelta sul loro impiego è andata nella direzione degli atleti, volevamo dare un incentivo a chi si stava impegnando nell'attività agonistica, sia coprendo parte delle spese degli allenamenti con le insegnanti cinesi, sia sostenendo i costi in occasione delle gare ufficiali. Così è stato fatto, tutto è documentato dalla nota spese che anche lei ha avuto. Lei comunque non è rimasto contento di ciò, avrebbe voluto che impiegassimo quel denaro solo per pochi atleti e per un motivo suo personale. Tale nostra scelta è stata fatta, non in base a personalismi, ma per dare uno stimolo anche al vivaio di atleti e non solo a quelli più esperti. Lei avrebbe fatto diversamente? Ne sono certo; noi siamo convinti della bontà di quello che abbiamo fatto e del nostro progetto che suo malgrado sta andando avanti. Comunque, la informo che a giorni la vicenda “sponsorizzazione 2008 – 2009” avrà il suo epilogo, di ciò ne sarà informato.
Parte 2
RispondiEliminaE' proprio sulla base di questo progetto che i due atleti che lei menziona, convocati per il raduno nazionale si sarebbero dovuto allenare insieme. Di tutto questo ne era stato preventivamente parlato proprio con loro, con i quali abbiamo stabilito tempi ed orari di allenamento insieme e sui quali entrambi erano concordi. Successivamente l'altro atleta, quello non “mio”, dopo un allenamento e senza alcuna spiegazione non si è fatto più vedere e adesso esce lei asserendo che ha un'associazione e uno spazio disponibile per allenarsi. Io la ringrazio per la disponibilità ma mi dica, lei personalmente ha avanzato qualche proposta in merito nei miei confronti? E su quale base il “mio” atleta dovrebbe venire ad allenarsi da lei, sulla base del progetto che noi stiamo portando avanti o su quella di uno suo? E quale è il suo progetto? Può espormelo? E' a conoscenza del fatto che il “mio” atleta si sta allenando nel rispetto di un programma di allenamento? Ora, se lei ha un progetto di lavoro e un programma di allenamento valido e compatibile con quello che abbiamo sviluppato noi stia pur certo che i due atleti potranno allenarsi insieme anche tutti i giorni.
Concludo l'argomento dicendole che quello che lei definisce “mio” atleta non è certo mia proprietà, l'unica appartenenza riguarda l'ambito tecnico, dato che si è formato ed è cresciuto attraverso i miei insegnamenti. Un lavoro, questo, fatto sulle basi sia di competenze trasmesse sia di un dialogo e una condivisione reciproca degli obiettivi e quindi in ottemperanza proprio al principio di democrazia, che a sua detta mi mancherebbe. Ma forse confonde la mancanza di democrazia col fatto che per perseguire degli obiettivi bisogna darsi delle regole e rispettarle, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità che ognuno si trova ad avere.
Parte 3
RispondiEliminaPer quanto riguarda il WUI, io nella presentazione ho fatto solo un'analisi e proposto delle soluzioni, forse non ha letto attentamente quanto è scritto e quindi non ha colto il senso di ciò che volevo dire, non mi sembra di aver detto che io e gli altri del WUI siamo di depositari di qualcosa, bensì il contrario, la nostra proposta è di unire tutte le forze affinché ognuno contribuisca con le competenze e l'esperienza che ha a far crescere il wushu in Italia. Non solo, vogliamo realizzare questo con il confronto reciproco, verso il quale siamo tutti ben più che disponibili. Come fa lei a chiamare questa presunzione? Di cosa saremmo presuntuosi noi? Del fatto che vorremmo che il wushu crescesse e che nessuno mai ha tentato di far niente se non di coltivare il proprio orticello? Guardi che noi l'unica verità che abbiamo in tasca è che siamo convinti che questa sia la sola strada da perseguire per contrastare la divisione che il wushu subisce da sempre, la soluzione poi vorremmo costruirla insieme agli altri. Se lei ha un'altra soluzione, ben venga, magari è migliore della nostra, ce la esponga, saremmo tutti contenti del suo contributo.
Continuando su quello che lei chiama un controsenso. Guardi sono molto orgoglioso del fatto di aver fatto del wushu il mio lavoro, in questo caso ciò che fa la differenza non è il fatto di farlo come professione o meno, potrei farle una lunga lista di seri professionisti così come di mascalzoni amatori, io le garantisco che il mio lavoro lo faccio seriamente con onestà e con professionale, glielo possono testimoniare le molte decine di persone delle quali mi onoro essere insegnante. Guardi che per me il wushu è principalmente una passione alla quale dedico molte e molte ore del mio tempo, oltre quello lavorativo, senza percepire un centesimo. Se pensassi solo ai soldi, sarebbe bastato star chiuso in una scuola di mia proprietà a fare corsi e stage, fregandomene di WUI e altro e tirando a fare cassa. Invece insegno in un'associazione no profit della quale sono dipendente (con regolare assunzione) e nella quale mi prendo responsabilità, anche come presidente, lavorando ben oltre le otto ore per le quali sono pagato. Perché lo faccio? E' semplice, lo faccio per passione, o crede di essere solo lei l'unico vero appassionato di wushu? Lei, che senza conoscermi come insegnante o come semplice praticante di wushu, si permette di dare giudizi sulla mia persona e sul mio profilo professionale, non crede di essere lei il presuntuoso?
In lei fino ad adesso vedo solo una persona che usa abilmente le parole per inveire su di me, dando giudizi su ciò che faccio e non faccio e su come lo faccio. Le chiedo, è sempre questo il suo modo di relazionarsi? Spero di no. Ha degli argomenti sui quali discutere concretamente? Spero di si. Guardi, nonostante ciò sono comunque disponibile a qualsiasi confronto con lei, malgrado, come dice lei, l'esperienza profondamente diversa dalla mia, chissà forse potremmo trovare anche dei punti in comune o forse no, ma se non ci guardiamo negli occhi e parliamo non lo potremo mai sapere.
Maurizio Tronconi
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RispondiEliminaQuante chiacchiere! Il WUSHU è fatto da chi suda! Cari signori ... riparliamone alle attività! Venite, vederete ... e poi criticherete sui vostri siti! E tutto nel nome della buona educazione, senza alcun attacco PERSONALE!
RispondiEliminaPersonalmente stimo chi guida una società da decenni che ha moltissimi iscritti, e vuole mettersi al servizio del Wushu! Nel lavorare con la propria passione non c'è nulla di male ... anzi è lodevole e dovrebbe essere da esempio ... soprattutto a chi, come me, lavora per poi trovare poco tempo per la passione del wushu! ad ogni modo il WUSHU è fatto de gente che SUDA, che ORGANIZZA, che PARTECIPA, ... e non da chi chiacchiera!
Vi lascio con un pensiero di Marco Aurelio:
SONO POCHI QUELLI CHE HANNO
DIRITTO DI CRITICARCI.
PUO’ AVERLO SOLO CHI E’ IN PRIMA LINEA
CON NOI E AFFRONTA LE STESSE PROVE;
SOLO CHI SCENDE CON NOI NELL’ARENA,
CON LE MANI SPORCHE, LA FRONTE SUDATA
E QUALCOSA PER CUI LOTTARE
PUO’ ESPRIMERE LA SUA DISAPPROVAZIONE.
Saluti Marziali
Palmo e Pugno
Piercarlo Romeo
Aggiungo anche un'altra cosa.
RispondiEliminaIl sito WUI ed il Blog WUI sono il frutto del lavoro di un gruppo di persone, ed in particolare frutto del mio sudore e del mio tempo. Qualunque problema personale con una singola persona dovrebbe essere gestita personalmente e non in questo spazio virtuale. Grazie.
Fare Wushu (pratico Wushu moderno) mi gratifica sia fisicamente ma è anche un toccasana per la testa!
RispondiEliminaSapete quante combinazioni da eseguire, la coordinazione dei movimenti, la focalizzazione dei bersagli, la concentrazione.
Mente e corpo, pensare ed eseguire, non è semplice e proprio per questo stimola interesse.
Probabilmente io lo pratico anche per ritrovare il mio equilibrio psicofisico...sudando ovviamente.
Concordo con Piercarlo Romeo.Bella la citazione di Marco Aurelio.
Saluti a tutti.
Buongiorno a tutti.
RispondiEliminaMi scuso per eventuali eccessi nelle discussioni postate.
Per essere chiari, non era mia intenzione accusare nessuno di niente, ma solo esprimere alcune opinioni, dubbi e critiche.
se questo ha leso qualcuno o la ha offeso mi dispiace, non succederà più, e se avrò bisogno di esprimere dissenso ed opinioni circa qualcosa, lo farò in forma privata con i diretti interessati.
Buon lavoro a tutti.
Caro Stefano, la gente che LAVORA difficilmente si offende ... perchè è troppo occupata a lavorare e a fare, e si preoccupa poco delle chiacchiere. Siamo comunque convinti che le critiche ci servono per crescere e ce ne serviranno tantissime per migliorare ogni giorno!
RispondiEliminaAnzi ... sono ben accette e sempre lo saranno. Ma tutto deve essere espresso con educazione.
Tutto qui. WUI è un raggruppamento di società, ha uno spirito democratico e il suo unico interesse è promuovere e riunire il WUSHU in Italia. L'interesse del gruppo e del Wushu sono prioritari rispetto agli interessi dei singoli o delle singole società.
Siamo e saremo sempre aperti a qualunque critica ... e proprio per questo motivo non cancelliamo alcun commento da questo blog. Siamo convinti che solo dialogo ed il confronto aperto possono aiutarci a crescere.
Quindi il BLOG WUI resterà aperto e senza censura (escludendo pesanti offese e linguaggi volgari).
Saluti Marziali ... e buon WUSHU!